ARTICOLI SUI ROTOLI DI QUMRAM E LA SETTA DEGLI ESSENI

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martedì 5 maggio 2009

GESU' NON ERA ANDATO A SCUOLA DAI RABBINI E NON ERA NE FARISEO E NE ESSENO

DAL CENTRO ANTI-BLASFEMIA

GESU' NON ERA ANDATO A SCUOLA DAI RABBINI


E NON ERA NE FARISEO E NE ESSENO


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CITAZIONI DAL NUOVO TESTAMENTO


Gesù non era stato a scuola dei rabbini; V.Giovanni: 7,15.


Gesù non era stato nemmeno a scuola degli esseni, in nessuna


scuola, infatti la sua dottrina viene da Dio; V.Giovanni: 7,16.


Gesù è critico verso i sadducei; V.Matteo: 22,29-32.


Gesù è critico verso i farisei; V.Matteo: 23,13-39.


Gesù rifiuta categoricamente la tradizione orale che sarebbe il pre-
Talmud;


V.Marco: 7,1-23-----V.Luca: 11,37-54.


Gesù viene riconosciuto come un maestro diverso dagli altri; V.Matteo:
7,28-29.


Perfino farisei colti e influenti riconoscono che Gesù è illuminato da
Dio; V.Giovanni: 3,1-2.


Gesù stesso stabilì che non era venuto ad abolire la Torah ma a
completarla; V.Matteo: 5,17-20.


Però Gesù innaugura una nuova era, quella del Regno dei Cieli;
V.Matteo: 4,17.......; 11,13


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Oggi circola negli ambienti cristiani sia protestanti sia evangelici
che cattolici,


che Gesù era giudeo, viene detto questo con tale tono da fare
intendere quasi


che Gesù non era quello riportato dai Vangeli canonici, ma un Gesù
totalmente


giudeo, un fariseo, un rabbino, un esseno.


Queste sono menzogne, fatte da ignoranti della Parola del Signore.


Dovete riflettere prima di dare queste nozioni di pseudo-teologia.


Se Gesù era un rabbino fariseo, non sarebbe stato condannato dal
Sinedrio.


Già all'inizio della sua missione i farisei e gli erodiani cercano di
farlo perire;


cit; Vangelo secondo Marco: 3,1-3,6, vediamo che i maliziosi farisei
cercavano


l'occasione per accusare Gesù, restati delusi dalla sua potenza,


ed avendo come scusa l'infrazione del riposo sabatico, complottarono
con


gli erodiani, come farlo perire, perché evidentemente Gesù era
diverso da loro.


Anche i capi dei sacerdoti, gli scribi e gli anziani trovavano Gesù
diverso da loro,


cit; Vangelo secondo Marco: 11,27-11,33, vediamo che ai capi dei
sacerdoti,


agli scribi ed anziani, da molto fastidio l'autorità di Gesù, infatti
poi questi inviano


farisei ed erodiani a Gesù per coglierlo in fallo in qualche parola,
cit; Vangelo


secondo Marco: 12,13-12,17, ma non riuscirono a cogliere in fallo
Gesù,


piuttosto i farisei rimasero stupiti per la grande saggezza di Gesù.


Propio in questo periodo pure i sadducei misero alla prova Gesù,


cit; Vangelo secondo Marco: 12,18-12,27, ma Gesù è vittorioso contro


i sadducei, e non solo li smaschera dicendo loro che sono in errore,


cit; nel versetto: 12,24 e nel versetto: 12,27. Quindi Gesù era
diverso dai farisei,


dagli erodiani, dagli scribi, dagli anziani, e dai sacerdoti, tanto
che tutti loro


lo odiavano e volevano coglierlo in fallo per accusarlo, e volevano
farlo perire.


Quindi Gesù non era affatto un giudeo come gli altri.


Molti affermano che sebbene Gesù non era un fariseo, almeno era
discepolo


di Giovanni il Battista. Ma se si analizzano i brani del Vangelo, la
realtà è diversa.


Gesù si presenta a Giovanni Battista per il battesimo,


cit;Vangelo secondo Matteo: 3,13-3,17, leggendo vediamo che Giovanni


in principio riconoscendo la superiorità del suo parente Gesù,


invoca di essere da lui battezzato, questa è la mirabile potenza dello
Spirito Santo.


Successivamente i discepoli di Giovanni si scandalizzano per


il comportamento di Gesù ed i suoi Apostoli, cit: Vangelo secondo
Marco: 2,18,


qui vediamo una discussione sul digiuno, e notiamo che l'insegnamento
di Gesù


è diverso da quello di Giovanni, tanto che dopo Giovanni manda i suoi
discepoli,


ad avere la conferma sulla messianicità di Gesù, cit: Vangelo secondo
Matteo: 11,2-11,6,


ma in questo brano vediamo che Gesù conferma la sua messianicità.


I fatti ci dicono che Gesù è unico e si differenzia da Giovanni che
era profeta , cit; Vangelo secondo Matteo: 11,7-11,15,


qui Gesù spiega la grandezza di Giovanni, ma anche la sua distanza
dal Regno dei Cieli.


Ecco che Gesù stesso fa chiarezza.


Praticamente in questo brano Gesù dissocia la sua dottrina da quella
di Giovanni.


Gesù era davvero diverso da tutti gli atri giudei, Gesù insegnava una
dottrina nuova.


Si Gesù è unico perché non era un uomo comune, né soltanto un profeta,
ma era ed è e sarà


per sempre l'Unigenito Figlio di Dio, e nostro Messia.


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Appendice


GESU' NON ERA ESSENO


DA QUALCHE TEMPO I CATTOLICI VEDONO DI BUON OCCHIO UN GESU' ESSENO


Conosciamo il falso cristiano defunto il benedettino P. Pixner,che
asseriva che Gesu' era esseno.
Noi da anni conosciamo tutto sugli esseni,possediamo volumoni e siamo
in contatto diretto con
i gruppi di archeologi in Israele.Gli esseni erano eretici,credevano
in scienze pagane,come
l'astrologia,facevano oroscopi,e creavano ammuleti magici e facevano
anche altre cose tipo
riti di sesso sacro.Se volete potete documentarvi.Chi asserisce che
Gesu' era esseno
nega la sua divinità,Gesù è sceso dal cielo,la sua dottrina viene dal
Padre,non andò
a cuola dai rabbini,e nemmeno dai maghi esseni,non ne aveva bisogno.
S.Giovanni il Battista o era l'ultimo profeta della vecchia Alleanza,e
tramite lo Spirito Santo
era in contatto con il Signore,o era stato a scuola da eretici e
paganeggianti
maghi esseni.La verità è che S.Giovanni Battista sicuramente a questi
monaci-soldati
li calcolava da veri peccatori,questo ce l'ha insegnato il grande
Dott.L.Moraldi.
Ha fatto scandalo ultimamente,la dichiarazione del Papa,che pensa he
Gesù
era amico degli esseni,come dice Enzo Bianchi,che ora nega.
La chiesa cattolica è cambiata,hanno accettato il film;"I GIARDINI
DELL'EDEN" di
A. D'alatri,dove Gesù va in India e poi impara la magia dagli esseni,
però quando il secolo scorso gli atei accusavano
Gesù di essere esseno,la chiesa cattolica faceva battaglie dure
contro di loro,
perché un Gesù esseno porta al crollo della religione cristiana.Il
cristianesimo
passerebbe da una religione rivelata,a una setta eretica ebraica.
Secondo gli esperti Gesù e gli esseni litigherebbero di continuo,un
esempio fra mille.
Gesù e i farisei non andavano d'accordo sul rispetto del sabato e
della purità,
ora gli esseni erano più rigorosi dei frisei,se i farisei volevano
uccidere Gesù per queste regole,
figuriamocci gli esseni.Poi gli esseni erano monaci-soldati si
prepravano
a fare la guerra ai romani,aspettavano un Messia guerriero e non un
Messia celeste come Gesù.


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Appendice


GESU' NON VIAGGIO IN ORIENTE


Un grande esperto di religioni orientali R.Kranenborg,ha indagato sui
presunti
viaggi di Gesù in oriente,ha scoperto che queste leggende new-age e
della
teosofia,sono incominciate a diffondersi solo dopo il libro dell'ebreo-
russo
N.Notovitch,il quale pur dichiarando che si era convertio alla
religione
cristiana ortodossa,aveva sicuramente aderito alla scuola di Teosofia
della baronessa russa Madam Blavansky.Prima del 1894 non c'è
traccia di libri che parlano di Gesù in oriente.
Abbiamo una grande testimonianza che toglie ogni dubbio,Mani che
visse in Persia nel III secolo,e conosceva tutto sulle religioni
orientali,
anzi perfino ne aveva preso alcuni elementi ed apportati nel suo
cristianesimo eretico.Pur essendo eretico Mani professava che Gesù
era sceso dal cielo,era totalmente di natura divina ed aveva assunto
solo
in apparenza la natura umana,era vissuto sempre in palestina ove era
morto e risorto ed asceso al cielo.Mani quindi ci testimonia questo,
ma inoltre vediamo che in oriente arrivò presto la religione
cristiana.
In India la chiesa cattolica rivendica di essere stata fondata
dall'Apostolo
San Tommaso.Ora se Gesù fosse morto in Kashmir il cristianesimo
non si sarebbe diffuso. N.Notovitch è il demonio che ha seminato
questa zizzania di Gesù che va in India,ma fù subito smascherato
da certi giornalisti che si recarono in Oriente a verificare se
N.Notovitch
dicesse la verità, scoprirono che il suo libro era solo un romanzo
di fantasia, dove aveva commesso degli errori che lo smascheravano,
ne citiamo solo uno per ora, nel suo libro;"La Vita Sconosciuta di
Gesu'",
vediamo che Gesù è chiamato SANTO ISSA, questo termine è post-
islamico.
Prima del corano,arabi ed orientali chiamavano Gesù con il nome
Yus,o similmente.
La setta del falso Messia Ahmad,non subito ma dopo un pò di tempo
incominciò a creare la storia di Gesù che non sarebbe morto in croce
ma a Srinagar in Kashmir.Noi posssediamo degli articoli dove il falso
Messiab Ahmad,
sulla tomba di Gesù in principo crede sia in palestina e solo dopo
molti anni dice che è
a Srinagar,ne parleremo in seguito.Ora ci sarebbe un certo Kasmiro
Fida Hassnain,
il quale si dichiara musulmano sufi ma in realtà ha legami sia con la
setta di Ahmad che
con dei massoni tedeschi e austriaci, questo Fida scrive libri per
dimostrare che
sia N.Notovitch, che Ahmad dicono la verità, che Gesù da giovane fù
educato in Oriente,
e poi dopo essere guarito dalla crocifissione ha ingannato tutti, e in
occulto se ne è andato
in Kashmir dove si è rifatto una nuova vita con moglie e figli, mentre
naturalmente
gli apostoli per professare Gesù risorto diventavano martiri.
Ci sono altre cose da chiarire, lo faremo in seguito, ma vogliamo
aggiungere
dei particolari su Fida, il quale nel suo libro;"Sulle tracce di Gesù
Esseno",
si rende blasfemo, asserendo che Gesù è stato concepito tramite il
tantra-sex tra Maria e qualche esseno. Inoltre per costruire la sua
falsa vita di Gesù, usa un libro della massoneria tedesca inesistente;
"The Crucicixion by an Eye-Witness", dove viene raccontato che Gesù
non morì in
croce, ma fù guarito.Parleremo ancora di tutto questo,per ora
convincetevi che
Gesù non era esseno e non viaggiò presso popoli considerati impuri dai
pii ebrei.


http://groups.google.com/group/centro-anti-blasfemia?hl=it

PAPA RATZINGER: NEL LIBRO SU GESU' RIVELA CHE GESU' E GIIOVANNI IL BATTISTA ERANO ESSENI

EBREI PER GESU'

Di Simone Oren esperto nelle Sacre Scritture ebraico-cristiane


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Papa Ratzinger nel suo libro dedicato a Gesù, rivela che Giovanni il
Battista e perfino Gesù erano esseni o quasi.
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Nel primo capitolo del libro Gesù di Nazareth, Papa Ratzinger scrive
quanto segue.
"Ci colpisce la devota serietà di questi scritti: sembra che Giovanni
il Battista,


ma forse anche Gesù e la sua famiglia, fossero vicini a questa
comunità.


In ogni caso i manoscritti di Qumram presentano molteplici punti di
contatto con l’annuncio cristiano.


Non è da escludere che Giovanni il Battista abbia vissuto per qualche
tempo


in questa comunità e abbia in parte ricevuto da essa la sua formazione
religiosa."


Quindi Papa Ratzinger crede che Giovanni il Battista era esseno
veramente,


e Gesù almeno era un simpatizzante degli esseni.


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LA VERITA' E' UN'ALTRA
GIOVANNI IL BATTISTA NON EBBE ALCUN LEGAME CON GLI ESSENI
E TANTO MENO GESU' FIGLIO DI DIO
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Gesù sapienza divina incarnata non aveva bisogno di maestri terreni
eretici esseniè blasfemo solo pensare queste diavolerie.Noi da anni
conosciamo tutto sugli esseni,possediamo volumoni e siamo in contatto
diretto con i gruppi di archeologi in Israele.Gli esseni erano
eretici,credevano in scienze pagane come l'astrologia, facevano
oroscopi,e creavano ammuleti magici e facevano anche altre cose tipo
riti di sesso sacro.Se volete potete documentarvi.Noi abbiamo avuto
come maestro dei testi di Qumram il grande e ora defuntoDott.Luigi
Moraldi, egli ci ha insegnato che tra Gesù e gli esseni c'è un
abisso.Dal Nuovo Testamento sappiamo, che i farisei volevano uccidere
Gesù perchénon rispettava il Sabato, compiendo guarigoni, per
questioni di lavanda delle mani.Ora chi legge i testi di Qumram che si
presume siano appertenuti agli esseni,scoprirà che sul Sabato e la
lavanda delle mani e altri battesimi erano moltopù rigorosi dei
farisei, figuriamoci come odiavano Gesù quando lo sentivano
predicare.Moraldi ci ha spiegato che gli esseni erano paganeggianti
pre-gnostici, conoscevanole cure con le erbe e le pietre, preparavano
ammuleti magici, erano astrologi e compilavanooroscopi,avevano legami
con la setta dei terapeuti d'Egitto, i quali pur essendo
consideratiebrei, erano piuttosto pagani collegati con le scuole
esoteriche d'Alessandria, erano i magisti,quindi considerati impuri
dai farisei. Gli esseni aspettavano un Messia sacerdote-guerrieroche
li avrebbe aiutati a liberare la loro terra dai romani, infatti gli
esseni erano una sortadi monaci-soldati. Quindi Gesù con gli esseni
non ha alcun legame,tranne gli elementiche sono comuni a tutte le
correnti ebraiche d'allora. Dal Nuovo Tetamento sappiamoche Gesù non è
stato in nessuna scuola di rabbini, chiamati allora dottori della
legge, e tanto meno di enciclopedici maghi eretici esseni, ma la sua
dottrina veniva direttamente dal Padre suo celeste;V.Giovanni:
7,15-18.Gesù già a dodici anni faceva quello che il Padre suo celeste
gli ordinava; V.Luca: 2,49.Chi asserisce che Gesu' era esseno nega la
sua divinità, Gesù è sceso dal cielo,la sua dottrina viene dal Padre,
non andò a scuola dai rabbini, e nemmeno dai maghi esseni,non ne
aveva bisogno.Poi un Gesù esseno porta al crollo della religione
cristiana, infatti il cristianesimopasserebbe da una religione
rivelata, a una setta eretica ebraica. Passiamo ora a Giovanni il
Battista, con lui c' è più insistenza da parte di Teologi e studiosi a
reputarlo esseno.Quindi saremo molto analitici a negare questa
falsità.
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Giovanni fliglio di Zaccaria era pieno di Spirito Santo dal seno
materno quindi prima della nascita';V.Luca: 1,15; 1,41-45
Giovanni figlio di Zaccaria visse nel deserto mentre cresceva e si
fortificava nello Spirito; V.Luca: 2,80
Giovanni figlio di Zaccaria riceve la parola di Dio come avviene con i
profeti del Vecchio Testamento; V.Luca: 3,2.
Quindi Giovanni figlio di Zacaria è l'ultimo profeta della Vecchia
Alleanza, ricolmo di Spirito Santo,
non aveva bisogno di maestri-maghi eretici e peccatori esseni.
Chi asserisce che Gesù e Giovanni il Battista avevano legami con i
maghi esseni bestemmia contro lo Spirito Santo.

http://groups.google.com/group/ebrei-per-gesu?hl=it

Archeologi: gli Esseni non hanno mai scritto i Rotoli del Mar Morto

Archeologi: gli Esseni non hanno mai scritto i Rotoli del Mar Morto
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Situato sulla riva nord-occidentale del Mar Morto, Qumran è noto in
tutto il mondo come luogo in cui gli Esseni, ampiamente descritti in
studi, conferenze ed esposizioni come una sorta di “monaci” ebrei,
avrebbero abitato e scritto i Rotoli del Mar Morto. Tuttavia,
basandosi su risultati che saranno presto resi pubblici, archeologi
israeliani attualmente sostengono che Qumran “manchi di qualsiasi
originalità.”

L’ultima ricerca si ricollega ad una scuola di pensiero in via di
espansione che tenta di sfatare il “mito di Qumran”, affermando che
non solo gli abitanti di Qumran avrebbero vissuto vite agiate, ma non
avrebbero affatto scritto i rotoli.


Due archeologi israeliani, Yuval Peleg e Itzhak Magen, hanno
recentemente completato 10 stagioni di scavi a Qumran, sponsorizzate
dall’Amministrazione civile di Giudea e Samaria. Si tratta dei
maggiori scavi effettuati dopo quelli condotti da Roland de Vaux,
mezzo secolo fa. Tra i ritrovamenti vi sono numerosi pezzi di monili,
vetro importato e preziosi contenitori per cosmetici in pietra.


“E’ impossibile sostenere che il popolo vissuto a Qumran fosse
povero,” ha dichiarato Peleg. “E’ altrettanto impossibile che de Vaux
non abbia visto i ritrovamenti che abbiamo visto noi. Egli ha
semplicemente ignorato ciò che non gli faceva comodo.”


Qumran è diventato famoso in seguito alla scoperta nel 1947 di alcuni
rotoli nelle grotte vicine. Il Prof. Eliezer Sukenik attribuì per
primo la scrittura dei rotoli agli Esseni. Successivamente, il monaco
domenicano e archeologo Roland de Vaux, scolaro dell’Ecòle Biblique di
Gerusalemme, scavò Qumran dal 1951 al 1956. De Vaux concluse che il
sito era servito da centro comunitario e di copiatura di rotoli per
gli Esseni che, secondo lui, abitavano nelle grotte dei dintorni.
L’archeologo Ygael Yadin, figlio di Sukenik, sostenne le conclusioni
di de Vaux, come fece la maggior parte degli studiosi dell’epoca.


I Rotoli del Mar Morto sono ampiamente considerati come la più
importante scoperta archeologica mai avvenuta in Israele. Essi
rappresentano l’unico compendio di scritti contemporanei sopravvissuti
al periodo del Secondo Tempio e costituiscono, pertanto,
un’inestimabile fonte d’informazione sui costumi dell’epoca. I Rotoli
del Mar Morto sono, inoltre, i più antichi rotoli biblici mai
scoperti.


I primi sette rotoli furono ritrovati da pastori beduini nel 1947. Tre
di essi furono acquistati da Sukenik, mentre gli altri furono comprati
anni dopo da Yadin. Gli scavi di de Vaux, compiuti quando Qumran si
trovava in mano giordana, hanno portato alla luce centinaia di altri
rotoli, la maggior parte dei quali in cattive condizioni. Il più
importante di questi è il Rotolo del Tempio, acquistato da Israele
successivamente alla Guerra dei sei giorni. Alcuni dei principali
rotoli sono esposti all’interno dello “Shrine of the Book”, attrazione
principale del Museo di Israele a Gerusalemme.


Benchè il collegamento tra Esseni e Qumran sia stato accettato dalla
maggior parte degli studiosi, nel corso degli anni, le domande senza
risposte relative al sito si sono moltiplicate. De Vaux non pubblicò
mai le relazioni complete dei suoi scavi. I suoi ritrovamenti sono
sparsi in numerosi magazzini e molti potrebbero esser andati perduti.
Negli ultimi anni, gli archeologi hanno iniziato a sostenere che de
Vaux avesse nascosto di proposito alcuni ritrovamenti che non si
adattavano alla sua teoria.


“De Vaux scrisse di aver trovato solo terraglie ordinarie,” ha
spiegato il Prof. Yizhar Hirschfeld dell’Univesrità ebraica di
Gerusalemme. “Ed egli ha conferito grande significato al ritrovamento
di sette bagni rituali. Oggigiorno si sa che la presenza in un luogo
di numerosi bagni rituali non è insolita.”


Quando Hirschfeld pubblicò un articolo nel 1994 che metteva in
discussione le conclusioni di de Vaux e Yadin, le risposte che
ricevette furono quelle di “veri credenti e non di scienziati,” ha
dichiarato.


Nel 1995 il Prof. Norman Golb dell’Università di Chicago scatenò un
terremoto accademico quando accusò gli studiosi dei Rotoli del Mar
Morto di celare al pubblico alcune informazioni. Golb sosteneva che i
rotoli provenissero originariamente da diverse librerie di Gerusalemme
e fossero stati portati a Qumran e nascosti nelle grotte vicine per
assicurarne la sopravvivenza durante la grande rivolta ebraica contro
i Romani (66-73 e.v.). Golb fondò la sua teoria sul fatto che i rotoli
furono scritti da più di 500 mani diverse. Egli e altri studiosi
notarono che alcuni dei rotoli facevano riferimento a varie sette
attive all’interno della società ebraica del tempo, alcune delle quali
erano rivali degli Esseni. Essi affermarono che questo fatto fosse
stato tenuto nascosto dagli studiosi dei rotoli.


Secondo Hirschfeld i ritrovamenti di Qumran sono “rivoluzionari e
contraddicono tutto ciò che sappiamo di qualsiasi aspetto degli
Esseni.”


Ma tra i sostenitori della teoria tradizionale, vi sono coloro che
restano irremovibili. Il Dott. Magen Broshi, ex direttore capo dello
Shrine of the Book e coniatore della definizione di Qumran quale “il
più antico monastero del mondo occidentale,” ha dichiarato di non
credere alle notizie dei ritrovamenti di monili e vasi per cosmetici a
Qumran. “Se tali oggetti sono stati ritrovati, essi non provengono dal
sito stesso, ma appartengono piuttosto alla guarnigione romana
stabilitasi lì in seguito alla sua distruzione,” ha dichiarato.
Secondo Broshi “ancora oggi il 98 o 99% degli studiosi ritiene che
Qumran fosse un monastero esseno.”


Gli Esseni costituivano uno dei numerosi gruppi attivi verso la fine
del periodo del Secondo Tempio. In scritti contemporanei, quali quelli
dello scrittore ebreo Giuseppe Flavio, essi sono descritti come un
gruppo che rifiutava il materialismo e si teneva lontano dai centri
popolati. Lo storico romano Plinio il Vecchio notò che un gruppo di
Esseni aveva abitato l’area di Ein Gedi, sulla riva occidentale del
Mar Morto, a sud di Qumran. Gli studiosi tendono a vedere gli Esseni
vicini alla concezione del mondo di Gesù e dei primi Cristiani,
soprattutto per la loro scelta di povertà quale modo di vivere. Molti
studiosi ritengono che Giovanni Battista sia stato influenzato dagli
Esseni, estendendo così l’interesse suscitato dall’argomento non solo
ai circoli accademici, ma ad un più vasto pubblico di studiosi
cristiani e gente laica. Ciò ha fatto sì che gli Esseni rappresentino
il gruppo dell’epoca maggiormente studiato.


(Da: Haaretz, 31.07.04)


http://www.israele.net/sections.php?id_article=313§ion_cat

domenica 19 aprile 2009

ESSENI: LA TESI DELLA PROFESSORESSA RACHEL ELIOR



18/03/2009
Una nuova bomba sugli Esseni

È in arrivo l'ultima bomba in fatto di Esseni e Qumran. La comunità di studiosi ufficiali e non li ha sempre considerati il prodotto della compilazione e studio degli Esseni Qumraniti, rifugiatisi nel deserto di Giudea nel I secolo, in quanto ripudianti la corruzione del tempio di Gerusalemme.

Ora una nuova teoria sembra voler ribaltare la storia. Rachel Elior, professoressa di filosofia presso l'Università Ebraica di Gerusalemme, afferma in un studio di prossima pubblicazione che non solo le 930 pergamene vennero scritte da sacerdoti ebrei che vivevano a Gerusalemme, ma che gli Esseni, come setta non sono mai esistiti.

Nel suo nuovo libro Memoria e Oblio, la professoressa Elior afferma che le pergamene furono scritte dai Sadducei, una classe di sacerdoti ebrei che risale ai tempi di re Salomone.Elior sostiene che l'analisi delle pergamene dimostra che gli autori impiegarono metodi e prassi dei Cohanim, o sacerdoti ebrei, discendenti di Zadok, il primo Gran Sacerdote di Gerusalemme dopo la conquista della città da parte degli Israeliti avvenuta secoli prima. La studiosa crede che i Sadducei portarono a Qumran i loro scritti nel II secolo avanti Cristo dopo che questo voltarono le spalle al tempio di Gerusalemme che accusavano di corruzione dopo la conquista dei greci seleucidi, discendenti di uno dei generali di Alessandro Grande, nel 175 a.C. per trasferirsi nel deserto.




la Prof. Rachel Elior

«Credo che qualsiasi studioso serio non può non ammettere che la legge dei Rotoli è la stessa legge dei Sadducei», ha affermato la Elior, sottolineando che non vi sono registrazioni storiche, sia in ebraico o all'inizio della letteratura cristiana, che indichino che una grande setta di uomini celibi visse nella zona di Qumran per un lungo periodo di tempo. «Gll Esseni sono solo una invenzione letteraria di una società utopica che viveva in modo benevolo e casto». Secondo la Elior, la citazione dello storico giudeo-romano Giuseppe Flavio sugli Esseni è errata in quanto scrisse di loro solo qualche secolo dopo la loro origine.

La profesoressa ha inoltre aggiunto che, quando i testi furono rinvenuti nel 1947, la zona intorno a Gerusalemme era stata raggiunta dalla guerra che diede vita allo Stato ebraico, e che dunque la valutazione del loro contenuto fu frettolosa e tale è rimasta sino ad oggi. La nuova teoria ha suscitato polemiche negli ambienti accademici, e gli esperti l'hanno respinta con forza.

La respingiamo anche noi, a meno che non escano prove che dimostrano che gli esseni possono essere associabili ai Sadducei. Considerando che il nome Esseni è un nome designato da chi era esterno alla comunità e che questi invece si autodefinivano "Ebionim" (i Poveri) possiamo tranquillamente affermare che i Sadducei mai si sono definiti in tali termini. Inoltre il Zadoq di cui parlano gli Esseni non è il Gran Sacerdote Zadoq cui fa riferimento la storia giudaica e citato dalla Elior ma al Re GIUSTO il Melki-ZADOQ, entità metafisica che, considerata vero mediatore della Luce tra Dio e gli Uomini, si incarnava solo di volta in volta nel Meshia (il Messia) ogni fine giorno zodiacale, e che mai fu identificato con il Zadoq primo Sacerdote di Gerusalemme.

20:17 Scritto da : adrianoforgione In Enigmi del Cristianesimo e del Sacro | Link permanente | Commenti (5) | Segnala | OKNOtizie


http://ilblogdiadrianoforgione.myblog.it/archive/2009/03/18/una-nuova-bomba-sugli-esseni.html

giovedì 16 aprile 2009

ESSENI, E COMUNITÀ DI QUMRAN: QUALE ORIGINE?

27 febbraio 2007
ESSENI, E COMUNITÀ DI QUMRAN: QUALE ORIGINE?




Nel giudaismo antico non si hanno molti casi di forme di vita comunitarie, ad eccezione di un particolare momento storico, all’incirca dal II secolo a.C. al I d.C., in cui si ha testimonianza di almeno tre strutture organizzative: gli esseni, la comunità di Qumran e i terapeuti.
Questi tre gruppi sono assai differenti tra loro per entità - in quanto gli esseni rappresenterebbero un vasto movimento palestinese, con dimensioni e visibilità tali da essere conosciuti anche a livello internazionale, mentre la comunità di Qumran e i terapeuti costituiscono singole comunità , più o meno note, e comunque delimitate, ristrette, - ma hanno un elemento di fondo che li accomuna: l’adesione volontaria ad uno stile di vita comunitario, ossia organizzato secondo momenti, spazi, attività , dottrine e ideologie interamente in comune tra i rispettivi membri.
Non si tratta, perciò, di classi socio-politiche, come potrebbe essere quella dei sadducei, né di associazioni religioso-politiche, come quella dei farisei, insieme alle quali vengono enumerati gli esseni nelle opere di Flavio Giuseppe. Quello che li caratterizza e distingue da questi è appunto il fatto di costituire uno yahad (letteralmente «unità»), una ‘edah (letteralmente«congregazione»), ossia una «comunità ».
Gli esseni sono menzionati solo da testimonianze indirette, mentre non compaiono in alcun modo in fonti dirette e, allo stato attuale delle ricerche, la loro denominazione sembra essere una designazione esterna.
Uno studio attento e critico delle testimonianze a loro riguardo ha portato a delineare un’immagine dell’essenismo come movimento sparso in tutta la Palestina e costituito da un insieme di comunità locali, disseminate nelle varie città e villaggi, o a volte isolate. Ognuna di queste comunità ha un rapporto particolare col mondo esterno, a seconda dell’ambiente sociale, economico, politico, culturale che la circonda (ad esempio, quella di Gerusalemme è in continua e vivace dialettica con l’autorità e pienamente partecipe degli eventi politici contemporanei) ed esercita una certa autonomia a livello di direttive e norme interne (ad esempio, nel campo della gestione economica o in ambiti ancora più delicati, come quello della pratica del celibato o del matrimonio). Tali conclusioni si ricavano principalmente dal fatto che non vi è un quadro dell’essenismo omogeneo e definito, non solo tra le differenti fonti, ma addirittura all’interno di una stessa fonte. La comunità di Qumran rappresenta una di queste comunità locali.
Nel panorama delle ipotesi, volte alla ricerca dell’identità e della natura del gruppo residente a Qumran, la cosiddetta «ipotesi di Groningen», formulata da F. García Martínez e da A.S. van der Woude, offre una soluzione originale alla vasta gamma di elementi connessi con la «questione Qumran»: dati archeologici, notizie ricavabili dai rotoli, fonti indirette sugli esseni, letteratura del giudaismo del secondo Tempio.
I suoi promotori, García Martínez e van der Woude, entrambi insegnanti all’università di Groningen, da cui l’ipotesi prende il nome, separano le origini dell’essenismo da quelle della setta qumranica. L’essenismo è ritenuto un fenomeno palestinese, sorto prima della crisi antiochena, e affonda le sue radici nella tradizione apocalittica, dalla quale si staccò forse tra la fine del III secolo a.C. e gli inizi del II. Questi dati sono ricavabili innanzitutto da Flavio Giuseppe, che presenta gli esseni accanto a farisei e sadducei, come realtà tipicamente palestinese e, pur introducendoli al tempo di Gionata (160-143 a.C.), lascia intendere che in quel periodo erano già esistenti – e non tanto che allora nascevano e si organizzavano come gruppo –, dal momento che altrove sottolinea l’antichità della loro tradizione.
Un discorso a parte riguarda l’origine del gruppo qumranico, che verso la fine del II sec. a.C. prese le distanze dall’essenismo, sia ideologicamente sia fisicamente, proseguendo il proprio cammino su vie autonome e caratteristi che García Martínez deduce gli elementi per questa ricostruzione a partire dai manoscritti e dalla loro lettura della vicenda. Il protagonista indiscusso appare il Maestro di giustizia, che, dopo un primo tentativo di conciliazione e di per- suasione nei confronti degli altri esseni, guidò la separazione dei suoi seguaci dal resto del movimento. Le questioni che provocarono la scissione devono essere riferite al calendario e alla halakah: il primo comportava una serie di implicazioni sul culto e sull’escatologia, la seconda era legata all’interpretazione della Torah.
Il fatto che nelle fonti indirette sugli esseni non si parli mai di questi problemi induce a credere che gli esseni avessero accettato il calendario lunare, che era il calendario festivo adottato dal resto del giudaismo dell’epoca e in vigore al Tempio, mentre i qumranici sarebbero rimasti fedeli a quello solare, probabilmente il calendario della tradizione apocalittica, come testimonierebbero i Giubilei e la letteratura enochica (*)
Le questioni halakiche sono testimoniate soprattutto in 11QT (il Rotolo del Tempio) e
4QMMT (Lettera halakica): riguardano la purità rituale, il culto del Tempio e norme matrimoniali. Dietro queste halakot vi era il problema dell’interpretazione della Torah e su questo punto si inserisce la rivendicazione del Maestro di giustizia di avere ricevuto da Dio la rivelazione circa l’esatta interpretazione dei suoi misteri, esposti nella Legge e nei Profeti. Ovviamente la pretesa del Maestro di giustizia non fu accettata da tutti gli esseni e sotto i pontificati di Gionata(160-143 a.C.) e di Simone (143-134 a.C.) devono essere iniziati i conflitti interni, che segnarono la fase prequmranica della futura comunità : una fase di formazione di quello che sarà il pensiero più tipicamente settario, ma anche di tentativi per convincere coloro che erano restii o ostili, fino al fallimento di ogni possibilità di accordo.
Al termine di questo periodo, i fedeli seguaci del Maestro scelsero con lui la via dell’esilio e si trasferirono a Qumran, forse durante o alla fine del regno di Giovanni Ircano (134-104 a.C.) – come sembrerebbero dimostrare anche i dati archeologici –, poiché sicuramente si trovavano già installati qui sotto il regno di Alessandro Ianneo (103-76 a.C.). Dopo la separazione dalla setta-madre, la comunità di Qumran si sviluppò in modo autonomo e singolare, dando vita a un pensiero e una riflessione teologica peculiari. Questo potrebbe spiegare, insieme ad altri fattori, le discrepanze tra le descrizioni degli esseni nelle fonti indirette e i dati contenuti nei manoscritti.




(*) L’origine dell’enochismo non è stata studiata in maniera particolare, forse per la mancanza oggettiva di notizie. Fa eccezione Boccaccini, che ha messo in relazione l’origine dell’enochismo con la cacciata di alcuni sacerdoti dal Tempio di Gerusalemme, voluta da Neemia. I sacerdoti cacciati sarebbero gli antenati dell’enochismo. Comunque, dalla lettura delle presentazioni dell’enochismo è facile enucleare due atteggiamenti di fondo: per alcuni si tratta di un fenomeno essenzialmente ellenistico e quindi, non databile a prima del III sec. a.C. Per altri si tratta di un fenomeno indipendente dall’ellenismo e databile all’epoca persiana. La datazione alta si appoggia sul fatto che abbiamo un frammento del Libro dell’Astronomia, che appartiene già nella sua scrittura al III sec. a.C. e sembra rimandare le origini del movimento a date più antiche. P.Sacchi è favorevole a una datazione alta.


BIBLIOGRAFIA
Laura Gusella, "Esseni, comunità di Qumran, terapeuti" (Altri studi; Materia Giudaica; Anno VI/2 (2001).
Gunter Stemberger, "Farisei, sadducei, esseni ", Brescia; Paideia.
Gabriele Boccaccini, "E se l'essenismo fosse il movimento enochiano? Una nuova ipotesi circa il rapporto tra Qumran e gli esseni", in Qumran e le origini cristiane. Atti del VI Convegno di Studi Neotestamentari (L'Aquila, 14-17 settembre 1995), ed. Romano Penna ("Ricerche Storico-Bibliche" 9.2; Dehoniane: Bologna, 1997) 49-67.
Paolo Sacchi, "Origini dell’enochismo e apocalittica" (Materia Giudaica; Anno VII/1 (2002); Qumran: miniera di manoscritti, Letture 50, 1995, pp. 80-81.




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